Passa ai contenuti principali

Post

Quando il bando può essere immediatamente impugnato

Introduzione

Di fronte ad una procedura di gara indetta dalla Pubblica Amministrazione, principalmente si verificano due situazioni: da un lato abbiamo chi ha presentato la domanda e ha partecipato alla procedura; dall'altro lato, vi è chi non ha partecipato (per mancanza di interesse oppure perché i requisiti erano troppo stringenti per formulare la domanda).

1. Il problema su chi, cosa e quando impugnare. I principi generali

Il problema sottoposto all'attenzione dell'Adunanza Plenaria riguardava la perimetrazione delle ipotesi in cui il bando doveva essere impugnato immediatamente e, soprattutto, se ciò fosse possibile anche per chi non aveva partecipato alla gara.

Sulla scorta dei precedenti giurisprudenziali, la pronuncia dell'aprile 2018 ha fissato alcuni principi, ovvero:

1) La regola generale è quella per cui soltanto colui che ha partecipato alla gara è legittimato ad impugnare l'esito della medesima;

2) I bandi di gara e di concorso e le lettere di invito v…
Post recenti

Leasing traslativo: il contratto con la Banca

Introduzione
La sentenza in commento (Tribunale di Udine, n°437/2018) ha il pregio di aver fatto buon governo dei principi enunciati dai precedenti giurisprudenziali in materia di risoluzione del contratto di "leasing c.d. traslativo".
1. Dati di fatto
L'Azienda Beta si rivolgeva alla Banca Alfa per stipulare un contratto di leasing avente ad oggetto un fabbricato produttivo. La Banca acquistava un immobile del valore di 970.000 € e lo concedeva in leasing all'azienda Beta ad un canone mensile di 6.000 €. Il prezzo di riscatto fissato era pari a 194.000 €.
L'inadempimento si verificava a causa del mancato pagamento di alcuni canoni di locazione da parte dell'Utilizzatrice, per un debito totale pari a 108.000 €. La Banca Alfa agiva in giudizio per chiedere la liberazione dell'immobile ormai detenuto sine titulo dall'Azienda Beta, nonchè per ottenere la condanna al pagamento di tutti i canoni scaduti - trattenendo i canoni già versati.
Resisteva in giudi…

Speciale Decreto Dignità: La somministrazione di lavoro

Proseguiamo il discorso intrapreso con il precedente articolo (clicca qui per leggere il post) in cui abbiamo evidenziato le caratteristiche del contratto di lavoro a tempo determinato. Questa volta esaminiamo il c.d. "Contratto di somministrazione"
Le caratteristiche della somministrazione
Il Decreto Dignità, recentemente convertito in legge, ha introdotto, tra le tante, alcune modifiche in materia di contratto di somministrazione di lavoro a termine.

Questo tipo di contratto, a differenza del classico contratto a termine, contiene due distinti rapporti: il primo di natura commerciale che intercorre tra un'Agenzia (che somministra il lavoratore dipendente) e l'Utilizzatore (l'imprenditore datore di lavoro).

Accanto al rapporto commerciale Agenzia-Utilizzatore, coesiste la relazione tra il lavoratore somministrato e l'Agenzia di Lavoro, che si configura come un vero e proprio contratto di lavoro.

Fare questa precisazione è importante per due ordini di motivi:…

"Speciale" Decreto Dignità: Contratti a Termine

Con il nome “Decreto Dignità” si fa riferimento ad una serie di norme emanate in materia di rapporti di lavoro, delocalizzazioni aziendali, contrasto alla ludopatia e semplificazione amministrativa.
Col presente articolo ho scelto di occuparmi delle disposizioni relative ai c.d. "contratti a termine",emanate allo scopo di contrastare il ricorso – spesso fraudolento - a questo tipo di assunzioni.
Il tema interessa milioni di giovani italiani giacché, come evidenziato anche dall’ISTAT in una recente statistica, (http://www.infodata.ilsole24ore.com/2018/06/04/tre-milioni-contratti-tempo-determinato-italia-confronto-leuropa/), la fascia di popolazione di età compresa tra i 15 e i 35 anni risulta quella maggiormente interessata, con oltre 3 milioni di contratti a termine stipulati.
Contratto a tempo determinato Il legislatore con il Decreto in esame ribalta la prospettiva allo scopo di tutelare il soggetto lavoratore: se con il "Jobs Act" il contratto a tempo indeterminato …

Ponte Morandi: analisi sulla revoca della concessione

Ponte Morandi: analisi sulla revoca della concessione
1.Premessa
Il Governo italiano – espressione del potere esecutivo – dinanzi alla drammatica vicenda del ponte “Morandi” di Genova ha assunto una posizione netta e rigorosa, destinata ad incidere profondamente sulle sorti del contratto di concessione stipulato con la società Autostrade per l’Italia.
Il Ministero dei Trasporti ha già avviato la procedura finalizzata a risolvere la concessione stipulata nel 1999 con Autostrade per l’Italia S.p.A., recentemente prorogata ad opera del governo Renzi fino al 2042.
Alcuni giuristi hanno criticato l’intervento del Governo, reo di aver sconfinato nell’area del potere giudiziario riservato alla Magistratura. Altri, invece, hanno giustamente osservato che lo scopo del potere giudiziario non è quello di arrivare per prima lì dove dovrebbe intervenire per ultimo, come extrema ratio. Lo Stato ha tutti i poteri/doveri necessari per intervenire non solo al fine di evitare ulteriori vittime, ma anche p…

Omicidio stradale tra condotta ed evento: la soluzione delle Sezioni Unite

L’ordinanza della Quarta Sezione penale in esame risulta particolarmente innovativa perché dimostra come la giurisprudenza – questa volta col sostegno di ampia dottrina - abbia compiuto diversi passi in avanti sulla spinosa questione relativa all’individuazione della legge penale applicabile nei casi in cui tra la condotta e l’evento intercorra un arco temporale durante il quale entri in vigore una norma penale che sanziona il medesimo reato in termini più sfavorevoli.
In materia, infatti, si contrappongono due tesi: da un lato, la dottrina aderisce al c.d. <<criterio della condotta>>, secondo cui il reo deve essere punito sulla base della pena in vigore all’epoca in cui vi è stata la condotta; dall’altro lato, la giurisprudenza sostiene il c.d. <<criterio dell’evento>>, per cui il tempus commissi delicti deve essere individuato al momento in cui il reato si è consumato (con l’evento morte, ad esempio).
Il più feroce scontro tra dottrina e giurisprudenza si è con…

L'introduzione di nuove prove nel processo del Lavoro

La sentenza in commento rappresenta uno degli arresti giurisprudenziali più interessanti sulla questione riguardante l’introduzione nel giudizio di appello di nuovi documenti e mezzi di prova, perché contribuisce a tracciare chiaramente il diverso regime di preclusione operante nel rito processuale ordinario e in quello del lavoro. A seguito della l. 134/2012, infatti, è stato modificato il terzo comma dell’art. 345 c.p.c. che attualmente stabilisce <<Non sono ammessi nuovi mezzi di prova e non possono essere prodotti nuovi documenti, salvo che la parte dimostri di non aver potuto proporli o produrli nel giudizio di primo grado per causa ad essa non imputabile>>.
La versione ante-riforma del testo prevedeva, invece, anche l’ulteriore ipotesi di ammissione di nuovi documenti in appello qualora questi fossero stati valutati dal collegio indispensabili ai fini della decisione della causa. Pertanto, se a seguito della riforma del 2012 il presupposto dell’<<indispensabilit…